L’estate di San Martino

“L’estate di San Martino dura tre giorni e un pochino” – dice il proverbio italiano indicando il periodo dell’anno in cui dopo i primi giorni freddi dell’autunno ritorna il bel tempo e il relativo tepore. Uno scorcio di tempo mite, alle porte dell’inverno, come se dicessimo: “Coraggio, saranno mesi difficili ma tornerà il sole.” – Un messaggio positivo di cui abbiamo bisogno più che mai in questo 2020.
E’ così che assume un significato anche poetico il ritorno dell’estate di san Martino, che si ricorda oggi, l’11 novembre.

È questo il periodo in cui tradizionalmente vengono aperte le botti per il primo assaggio del vino novello che di solito è abbinato anche alle prime castagne.

Durante l’estate di San Martino venivano rinnovati i contratti agricoli annuali: da qui deriva il detto “fare San Martino”, cioè traslocare.
E non mancano nemmeno i detti legati a questa giornata, legati perlopiù al mondo rurale: “A San Martino il grano va al mulino”, “A San Martino ogni mosto è vino”, “Chi vuol far buon vino, zappi e poti nei giorni di San Martino”.

La ricorrenza è molto sentita a Venezia e dintorni, dove viene preparato il tradizionale dolce di San Martino: con la pasta frolla viene modellata la forma del santo a cavallo con spada e mantello, guarnito con glassa di zucchero colorata.

Photo credit: http://www.cucinaallamoda.it

Ma chi è San Martino, il celebre santo la cui vita si celebra l’11 novembre?

Dopo aver guardato il video sulla sua leggenda, eseguite l’esercizio!

Livello A2

Livello B1+

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