Il Capodanno in Italia

Sono tantissime le tradizioni legate alla festa di Capodanno.

• Si indossa biancheria intima di colore rosso. Quest’usanza risale all’antica Roma, ai tempi di Ottaviano Augusto: le donne e gli uomini che indossavano qualcosa di rosso rappresentavano il potere, il cuore, la salute e la fertilità, caratteristiche che sono rappresentate anche oggi da questo colore.

Se seguite questa tradizione, non dimenticate però di buttare via la biancheria intima usata il giorno dopo!

• A mezzanotte ci si scambiano gli auguri brindando con spumante e scambiando baci e abbracci sotto un ramo di vischio. Questa pianta era considerata dai Druidi una pianta sacra in grado di guarire ogni malattia, mentre per i Celti era un modo di raccogliere i fulmini e così avere un rapporto diretto con il cielo. E’ così che il vischio è rimasto un simbolo di buon auspicio per l’anno che verrà nonostante le sue caratteristiche fatali: 10 bacche di vischio sono capaci di uccidere una persona!

• Molti buttano via roba vecchia dalla finestra, volendo liberarsi di tutto il male dell’anno precedente.

• Non c’è Capodanno senza i fuochi d’ artificio. In questa tradizione si mescolano due elementi di base: il rumore e la luce rispettivamente per cacciare via i demoni e gli spiriti maligni, e per illuminare l’arrivo dell’anno nuovo.

Per quanto riguarda le abitudini culinarie, non possono mancare dalla tavola di Capodanno le lenticchie (considerate fin dai tempi degli antichi Romani sinonimo di prosperità e fortuna) con il cotechino, i vari formaggi con verdure, o  la frutta secca, l’uva o la melagrana, simbolo della fertilità. Naturalmente le pietanze del cenone di Capodanno vengono accompagnate da bevande alcoliche, prevalentemente le bollicini o gli spumanti. I dolci tipici di Capodanno sono il pandoro o il panettone – anche se di solito sono legati al Natale – e il torrone i cui ingredienti principali sono le nocciole, le noci e le mandorle.

Anche il 1 gennaio ha la sua simbologia: tra l’altro è bene uscire di casa con soldi in tasca. 😉

Alla fine, se avete voglia di fare un esercizio in questo argomento, cliccate qui.

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